“Relativamente a una ricerca effettuata sui consumi alimentari fuori casa, risulta che:
– Il 78,5% degli italiani, oggi, predilige ristoranti tradizionali e tipici regionali;
– Il 67,2% si dice intenzionato ad andarci ancora più spesso in futuro;
– Emerge una tendenza marcata a cucinare in casa: oltre il 90% del campione, aumenterà questa abitudine, non solo per contenere la spesa, ma anche come risposta al bisogno di controllo e qualità del cibo;
– 3 italiani su 10, manterranno o aumenteranno l’abitudine di ordinare cibo di qualità, con consegna a domicilio.
Per le imprese dell’agroalimentare, diventa cruciale investire in strategie di accessibilità, qualità percepita e fidelizzazione del consumatore, per recuperare terreno rispetto ai livelli pre-covid e innescare un circolo virtuoso di crescita sostenuta dalla domanda”.
In sostanza, tutto ciò, significa che sono destinati a chiudere i ristoranti di scarsa qualità, nonché quelle strutture che non adottano soluzioni strategie di fidelizzazione del cliente.
Gli italiani hanno deciso di essere più selettivi e questo lo noto anche io quando vado a pranzo, o a cena, nei ristoranti: quelli di qualità medio-alta, sono pieni (o quasi)…quelli con scarsa qualità sono vuoti (o quasi)!
BUONTO, nasce proprio per questo: offrire la possibilità, a tutti gli Aderenti Consumer (maggiormente, alla classe borghese, che si sta impoverendo da anni e che ancora sostiene l’economia nostrana), di riprendere ad andare (più spesso) a mangiare fuori casa (tra amici e/o in famiglia), mangiando bene e pagando meno.
Lato ristoratore, invece, recuperare i clienti perduti, fidelizzando gli stessi con azioni di marketing mirate (anche applicando sconti senza perderci), nonché, pagare meno tasse (in modo legale)!
Quindi, la politica commerciale e di marketing strategico, che si sta adottando con BUONTO, conferma la mia tesi in linea con il nuovo modus operandi (post-covid) degli italiani e non solo per il settore alimentare!
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